Ogni vita non è mai sola, ma fa parte di una storia più ampia, profonda e significativa, quella della propria famiglia: oggi prepariamo un ciambellone miele e caffè leggendo “La casa sull’argine“.

La storia di tutti noi…

Dicevamo… Ogni vita non è mai sola, ma fa parte di una storia più ampia, profonda e significativa, quella della propria famiglia in cui tutti sono nel loro unico modo protagonisti. Da questa prospettiva, non avete la sensazione che il senso della vita stessa cambi un po’, acquisendo valore?

Il tutto per la parte, la parte per il tutto.

Il romanzo di Daniela Raimondi, “La casa sull’argine“, editrice Nord, profuma di storia, di albero genealogico, di racconti di famiglia attorno alla tavola di natale. E si sa, in ogni famiglia i racconti dei fatti di mescolano a leggende popolari, credenze, superstizioni e profezie. La storia di ogni famiglia è a suo modo magica!

Fin da subito, leggendo questo libro, ho avuto la tentazione di ripercorrere anche il mio di passato, insieme a quello della famiglia Casadio. Anche perché la storia viene narrata mentre la nonna di una delle protagoniste sta per tirare la pasta all’uovo per fare la sfoglia, diventando così un po’ la storia di tutti noi.

La casa sull’argine

E ho capito che, per quanto ci siano state storie su cui avrei tanto voluto soffermarmi di più, per quanto alcuni passaggi mi siano sembrati troppo frettolosi, l’effetto più piacevole di questo romanzo è quello di sentirsi a casa, parte di qualcosa.

Una sensazione molto molto intensa, che ho vissuto ancor più piacevolmente dopo aver letto “L’incanto del pesce luna” di Ade Zeno, che invece mi aveva completamente disorientato ed estraniato dalla realtà.

Tornando a noi… “La casa sull’argine” mi ha ispirato subito una miniera di ricette, perché casa significa, tra le altre, due cose: odore di caffè e di torta appena sfornata.

Raccogliendo qua e là gli ingredienti della storia, ho preparato per voi una ciambellone miele e caffè: il caffè in onore di Adele, che sceglie di rifarsi una vita in Brasile, e il miele per la sorella Neve, che quando è felice emana un profumo tale di narcisi, da essere seguita da uno sciame di api.

Forse le storie di queste due donne sono quelle che più mi sono piaciute, perché mi hanno dato la sensazione di tracciare il confine tra passato e futuro, tra tradizione e modernità, con tutto quello che questo comporta per la figura femminile.

la casa sull'argine

Trama de “La casa sull’argine”

La storia della famiglia Casadio potrebbe essere, forse, una storia come tante, se a un certo punto a scombussolare le vite di tutti non fosse arrivata Viollca Toska, una zingara che indossa grosse gonne e porta penne di fagiano in testa, legge le carte e prevede il futuro.

E’ per colpa di una zingara se la famiglia si è imbastardita

LA CASA SULL’ARGINE

All’inizio dell’Ottocento, Viollca sposa Giacomo Casadio, e da quel momento nulla sarà più come prima: i discendenti della famiglia, infatti, si divideranno in due ceppi, i sognatori dagli occhi azzurri e dai capelli biondi, che raccolgono l’eredità di Giacomo, e i sensitivi, che hanno gli occhi e i capelli neri di Viollca, la veggente.

Ma soprattutto, su tutti peserà la profezia della stessa Viollca, che nei suoi tarocchi legge tristi presagi per le future generazioni.

Da quel giorno, la famiglia tramanda di generazione in generazione la nefanda visione, assicurandosi che i propri figli si tengano lontani da ogni tipo di sogno e forte passione.

Molti hanno gli occhi neri, la stessa espressione inquieta nello sguardo; altri gli occhi chiari e lo sguardo inconfondibile dei sognatori. Ma in ognuno vedo la stessa storia: una storia di terra… 

LA CASA SULL’ARGINE

Da Giacomo e Viollca parte così il racconto delle vite dei discendenti, storie d’amore soprattuto insieme anche a storie scandalose, vite sempre tese tra il desiderio di seguire i propri sogni e la paura delle conseguenze, tra l’idea che di seguire la realtà e l’istinto a conservare tutte quelle credenze popolari di scaramanzia e buon auspicio.

E così, a proteggere la famiglia ci saranno per esempio i serpenti buoni dalla pancia bianca che seguiranno di nascosto tutti i personaggi per proteggerli e portargli fortuna, o ad annunciare quando sta per accadere qualcosa di lugubre.

Daniela Raimondi ci accompagna lungo la storia della famiglia Casadio, ripercorrendo anche la storia d’Italia, in un romanzo che si legge in un soffio, grazie anche a una scrittura precisa e molto poetica.

Per quanto sembra che vi abbia detto molto, vi ho detto davvero poco, perché le storie raccontate sono tante, le vite e le emozioni pure. Un romanzo corale che farà tornare in mente a tutti, ne sono certa, i racconti dei propri nonni e bisnonni.

Per generazioni abbiamo provato a rinunciare ai sogni, lasciando perdere l’amore, la musica, l’intima gioia della creatività e della fantasia. Ma non c’era bisogno di un’antica favola di zingare e serpenti per capire che quella profezia era stata travisata: perché la felicità è fatta della stessa materia di cui son fatti i sogni e il male della vita, per tutti noi, non è stato correre dietro ai sogni, ma rinunciarvi

LA CASA SULL’ARGINE
ciambellone miele e caffè

Ricetta ciambellone miele e caffè per “La casa sull’argine”

Dunque, oggi accompagno la lettura de “La casa sull’argine” con un delizioso e soffice ciambellone miele e caffè. Eccone ricetta e preparazione.

Ingredienti

  • 3 uova
  • 80 grammi zucchero
  • 170 grammi miele
  • 250 grammi farina 00
  • 125 ml caffè espresso
  • 125 ml olio di semi
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale

Preparazione

  • In una ciotola unire la farina con il lievito e il pizzico di sale, mescolare
  • In un’altra ciotola, unire le uova alla zucchero e sbattere con una frusta a mano
  • Aggiungere il caffè a temperatura ambiente, l’olio, il miele e mescolare
  • Unire al composto di uova quello di farina e mescolare fino a quando non ci saranno grumi
  • Imburrare e infarinare una teglia
  • Versare il composto
  • Far cuocere in forno caldo a 180 gradi C per circa 30, 40 minuti (fare la prova dello stecchino per verificarne la cottura)

Doverosa precisazione: non sono una cuoca, non sono un pasticcere: preparo dolci per passione. Le mie ricette potrebbero non essere perfette o non seguire le regole della scienza della pasticceria, ma, vi assicuro, sono deliziose, perfette da gustare leggendo un buon romanzo! E’ il solo loro scopo.

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Buona dolce lettura!

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