Dimmi cosa c’è sulla tua libreria è ti dirò chi sei

Guardare la libreria di un lettore è come guardargli dentro. I libri che sceglie, quelli che ha scelto anni fa, come li riordina, con cosa li accompagna, come li custodisce. Se vuoi davvero leggere l’anima di un booklover… è nella sua libreria che devi spiare.

Ma cosa succede se è il lettore stesso a osservare la sua libreria da vicino dopo tanto tempo?

Dimmi cosa c’è sulla tua libreria e ti dirò chi sei

Immaginate un pomeriggio di agosto, il desiderio impellente di ordine, e la decisione: oggi sistemo le librerie (si, avendo una casa piccina ho diverse piccole librerie sparse per casa).

Non era certo la prima volta che sistemavo i miei libri, ma forse è stata la prima dopo anni che ho deciso di tirarli giù tutti e di mettermi a guardarli a uno a uno, ritrovando chicche del passato che avevo riposto sugli scaffali un po’ sotto rispetto a tutto il resto… Secondo voi cosa è successo?

Ve lo descrivo così: si è sollevato un vero e proprio polverone di ricordi, memorie di storie che ho vissuto mentre leggevo altre storie, immagini di luoghi in cui le ho lette, di persone che mi parlavano accanto, voci che sono venute fuori dalle pagine, pezzettini di stanze che hanno custodito quelle pagine per un po’.

Può una libreria suscitare tanto? Si, può. Ve lo assicuro. E può ricordarti chi eri, chi sei stata, quello che ti manca e ciò che sei felice di aver riposto sugli scaffali di librerie che non sono più tue.

5 libri… e sia

Vi mostro, dunque, 5 libri dal mio passato .

2007. “Gli effetti secondari dei sogni” di Delphin De Vigan.

Gli effetti secondari dei sogni

Quanto mi era piaciuto questo libro, lo ricordo ancora. Avevo 24 anni. E leggevo dalla cameretta nella casa dei miei genitori. Ero un po’ come la protagonista: una sognatrice un po’ seriosa.

Era prima della laurea, prima del lavoro, prima degli amici incontrati da grande. Mi mancava qualcosa, lo ricordo molto bene. Ancora non avevo capito chi fossi, cosa volessi e perché. Ma ricordo che credevo fermamente di poter cambiare le cose e anche che pensavo che leggere mi avrebbe aiutato in questa missione.

E se mi guardo dentro… mi accorgo di crederlo ancora, di essere ancora quella ragazza di 24 anni. Con un pochino di disincanto in più, sogno ancora le stesse cose!

2011. “Settanta acrilico trenta lana” di Viola Di Grado.

Settanta acrilico trenta lana

10 anni fa. 29 anni. O mamma. In dieci anni la mia vita si è tanto stravolta da non sapere da che parte iniziare a raccontarla. Di questo romanzo ricordo il modo in cui l’autrice usava la penna per descrivere stati d’animo senza parlarne, bastava la descrizione del sole per dare il senso dell’inverno che stava vivendo la protagonista.

Per quanto riguarda me… avevo iniziato a capire di voler scrivere sempre. E a leggere in maniera differente, carpendo ogni sfumatura e cercando di imparare il più possibile dagli altri.

Chissà perché mi ricordo la presenza di un ex, mentre leggevo questo romanzo, cosa impossibile perché quella storia era finita molto prima dell’anno in cui il libro uscì: probabilmente “Settanta acrilico trenta lana” aveva fatto ricomparire fantasmi dal passato già allora.

In quel periodo il cinismo aveva preso il sopravvento, preferivo storie troppo reali, avevo l’inverno dentro… E non sarebbe finito per anni ancora!

2011. “Ulisse da Baghdad” di Eric-Emmanuel Schmitt.

Ulisse da Baghdad

Avevo scelto questo romanzo perché l’autore mi aveva stregato con “Oscar e la dama in rosa”. Dolorosissimo ma dolcissimo.

“Ulisse da Baghdad” però era molto differente: la storia di un ragazzo iracheno che decide di scappare da Baghdad per cercare fortuna in Europa. Era stato per me il pretesto per affrontare un problema scomodo, quello degli immigrati clandestini, che troppo spesso noi europei benestanti tendiamo a ignorare o a far finta di non vedere.

Era il periodo della verità. Avevo bisogno di capire cosa mi succedeva attorno. I libri mi servivano a questo: a puntare la lente di ingrandimento sulle cose scomode, dure, reali.

Questo è proprio quello che non accade ora. E per “ora” intendo ora-ora, adesso. Adesso leggere mi aiuta a sognare, ad andare altrove, a spostarmi dalla realtà.

2012. “Io sono febbraio” di Shane Jones.

Io sono febbraio

Una fiaba sull’inverno che non voleva finire: ve l’avevo detto che avevo l’inverno dentro…

Qualcosa però stava succedendo.

Vi racconto la trama, stare attenti. In un luogo e in un tempo imprecisato, una piccola cittadina vive un incubo infinito: da mesi gli abitanti sono immersi in un inverno che sembra non voler finire mai. Mentre gli adulti, progressivamente, cadono in una profonda depressione, uno spirito misterioso – di nome Febbraio – si accanisce contro la popolazione, vietando il volo degli aquiloni e delle mongolfiere dei bambini. Ed è proprio quando questi ultimi iniziano a scomparire che Thaddeus Lowe decide di reagire, dichiarando guerra a Febbraio.

Era quello che stava succedendo in me.

Ricordo il libro in spiaggia e il viso di qualcuno che mi chiede cosa leggo, guardandomi come se fossi uno strano esperimento. L’epoca in cui stavo dove non volevo con chi non volevo finì dopo poco, grazie a Dio. Anche se ci vollero anni prima che capissi davvero chi fossero quelle con cui, invece, volevo stare.

E il prossimo libro lo dimostra.

2018. “La ragazza che scrisse Frankenstein” di Fiona Sampson.

La ragazza che scrisse Frankenstein

Wow. Con questo libro vi dico tutto di me. Vi parlo del mio amore per il fantasy, della mia passione per le donne forti, del mio vivere perennemente in bilico tra alla moda e all’antica, che non è vintage, ma è esattamente cosi: in bilico.

Questo libro vi parla del momento esatto, dell’anno esatto in cui ho capito chi ero. Ci sono voluti anni di confusione per riprendere le briglie (anzi per prenderle per la prima volta).

Ma alla fine ne è valsa la pena. Quando si lotta, ne vale sempre la pena.

I miei sogni furono solo miei, non ho mai dato la colpa a nessuno per essi.
Sono stati il mio rifugio quando ero irritata, il mio piacere più caro quando ero libera.

MARY SHALLEY

E sulla vostra libreria cosa c’è?

Guardare la propria libreria è un po’ come guardarsi allo specchio e trovarci a volte una persona diversa, quella che siamo stati… Ma è anche ritrovare quella parte che rimane invariata, che mai cambierà, lo scheletro su cui si appoggiano strati di vita, mentre tutto cambia senza che nulla cambi davvero.

E sulla vostra libreria cosa c’è?

SE VOLETE SAPERE DI PIU’ SU DI ME, CLICCATE QUI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.