Un po’ perplessa, mi accingo a scrivere la mia recensione su “La vita invisibile di Addie LaRue” di V.E. Schwab. Perplessa, perché sarà una recensione impopolare: ho trovato infatti questa lettura lunga, faticosa e poco originale.

Arrivare alla fine è stato come fare una estenuante maratona: non ho abbandonato in corsa, perché mi era stato detto che ci sarebbe stata una svolta che, per carità, ci sarà anche stata… ma parecchio prevedibile.

Sarà che non sono un’amante del romance (se avessi capito che di romance si trattava, non mi sarei neanche avvicinata a questo libro…), ma questo romanzo ha deluso le mie altissime aspettative e, trascorsi giorni, mi sembra che sia privo di sostanza… c’è un grosso buco in mezzo in cui in pratica non succede niente.

La vita invisibile di Addie LaRue, una banale storia d’amore

La vita invisibile di Addie LaRue” è una storia d’amore. Punto. Anzi, il romanzo narra solo la storia della vita sentimentale di Addie, dopo aver stretto un patto con il diavolo che l’ha condannata ad essere dimenticata da tutti, invisibile.

Addie vaga sulla terra per più di 300 anni nel disperato tentativo di placare il suo senso di estrema solitudine, fino a quando incontra qualcuno che la ricorda.

Bello l’inizio, la trama e l’idea sono davvero promettenti. Bella anche la fine, tutto sommato, anche se a mio avviso scontata. Ma in mezzo? Storie di sesso con amanti che al mattino non ricordano chi hanno difronte, storie di amori ossessivi con qualcuno che Addie continuerà a voler rivedere nonostante la consapevolezza che non potendo ricordarla, non potrà amara, una storia di violenza e ossessione con l’oscuro (il diavolo) e una storia durante la quale Addie rivelerà in tutto e per tutto la sua sindrome della crocerossina… e via discorrendo.

In soldoni, è questo il riassunto di una trama che all’inizio promette benissimo e poi diventa un Harmony dalle tinte a tratti dark, ma neanche troppo.

Sono un po’ spiaciuta, perché secondo me l’idea iniziale è avvincente. E anche i primi capitoli sono molto serrati e coinvolgenti. Sono rimasta male, ecco la verità. Mi aspettavo qualcosa di più.

Addie che vende l’anima al diavolo per la libertà

Il mondo dovrebbe allargare le braccia. Invece lei lo vede rimpicciolirsi, chiudersi come catene attorno a polsi e caviglie a mano a mano che le linee castigate del suo corpo cominciano a sgomitare verso l’esterno.

La vita invisibile di Addie LaRue” prende il via alla fine del 1600 a Villon, un piccolo paesino della Francia vicino a Le Mans.

Adeline LaRue è una bambina molto curiosa, sempre in cerca di nuove avventure, una sognatrice che desidera essere libera più di qualsiasi altra cosa. L’età adulta la rende sempre più insofferente verso il futuro che l’aspetta: restare in quel villaggio per sempre, non conoscere il mondo, sposarsi con qualcuno che non ama, avere una vita prevedibile e insignificante.

Quando i genitori combinano il suo matrimonio con un uomo rimasto vedovo con tre figli, Addie decide di affidarsi agli dei, come Estele, una anziana e strana donna del villaggio, le ha consigliato, con una sola raccomandazione: “non pregare mai gli dei che sono in ascolto dopo il tramonto“.

Ma il tempo stringe ed Addie prega dopo il tramonto.

Non pregare mai gli dei dopo il tramonto

Solo uno degli dei ascolta le sue preghiere, colui che “Io sono l’oscurità tra le stelle e le radici sotto la terra. Sono la promessa, il divenire e, quando si tratta di giocare, sta a me stabilire le regole, disporre le pedine e decidere se partecipare.

Addie ha troppa paura di una vita mediocre e formula la sua richiesta: “Non voglio appartenere a nessuno, ma solo a me stessa. Voglio essere libera. Libera di vivere e trovare la mia strada, di amare o restare sola, purché la decisione sia mia. Sono così stufa di non avere scelta, così atterrita dagli anni che mi scorrono ai piedi come un torrente. Non voglio morire come sono vissuta, cioè non vivendo affatto“.

L’Oscuro accetta di realizzare il suo desiderio, ma in cambio vuole la sua anima, quando la sua vita l’avrà stancata e lei non la vorrà più. Per arrivare a quello, decide di fare di tutto per renderle impossibile restare viva e indurla a rinunciare alla sua anima: le dona una vita immortale, libera di essere ovunque, di andare e stare con chi vuole… libera al punto di non avere alcun legame con persone e/o luoghi, talmente tanto da essere scordata da chiunque, persino dai suoi genitori.

la vita invisibile di addie larue

L’anima in cambio della conoscenza

“L’arte è costituita di idee. E le idee sono più indomite dei ricordi. Come le erbacce, trovano sempre il modo di farsi strada.”

Pochi anni di invisibilità ed Addie rischia di impazzire e di cedere. Ma poi, accade qualcosa. In lei si accende la meraviglia, vede la bellezza che ha di fronte, la fortuna che ha nel vedere e conoscere il mondo, le cose, l’arte.

Non solo: per lei tutto diventerà una sfida con l’Oscuro, che tornerà spesso a trovarla sempre con le stesse sembianze umane e che lei chiamerà Luc e con cui inizierà a tessere un rapporto, l’unico che le resta, visto che lui è l’unico che sa della sua esistenza.

E se è vero che Addie non può lasciare alcun segno direttamente nel mondo, scoprirà che può ispirare opere d’arte (composizioni musicali, scritti, dipinti o disegni) ed essere ricordata attraverso queste (altro elemento che secondo me avrebbe potuto diventare la forza del romanzo, l’omaggio all’arte).

“Ma non è meraviglioso” dice, “essere un’idea?”

Accade così che, tra la narrazione del passato che alterna quella del presente, tra incontri periodici con Luc, appuntamenti che aspetta ma non si verificano, trascorrono 300 anni prima che accada davvero qualcosa di inaspettato: in una piccola libreria di Parigi, Addie si imbatte in Henry, l’unico essere umano che misteriosamente si ricorda di lei.

Perché? Cosa ha questo bel ragazzo, che le ricorda tanto Luc, di diverso da tutti quelli che ha incontrato fino a quel momento?

300 anni e…

Per riequilibrare l’opinione negativa dichiarata all’inizio, dico senza mezzi termini che la narrazione e la scrittura della Schwab sono eccelsi: tutto molto romantico e poetico, ma anche molto malinconico e spesso triste. Addie cerca di spazzare via disperatamente il senso di nostalgia e solitudine senza mai riuscirci davvero, anche quando inizia a a scoprire cosa sia davvero l’amore.

Bello il fatto che la storia duri 300 anni, ma questa è secondo me anche la pecca del romanzo: in 300 anni, possibile che non accada mai nulla di veramente calamitante?

In un romanzo di oltre 600 pagine, mi aspetto tensione, suspance, fatti, invece la storia è inutilmente lunga e lenta.

Attenzione, pericolo spoiler a seguire

Altra pecca, a mio avviso, è la prevedibilità della storia. Avevo capito fin da subito che ci fosse lo zampino dell’Oscuro e che l’incontro con Henry non fosse per nulla casuale, ma pilotato. Come avevo capito che Henry fosse a sua volta stato maledetto. La cosa bella, invece, è il fatto che la maledizione viaggi proprio al polo opposto di quella di Addie: Henry ha chiesto all’oscuro di essere amato, di essere finalmente visto. e mentre lei non viene ricordata lui viene amato da chiunque lo incontri.

Prevedibile che alla fine la storia si trasformasse in un triangolo, in una lotta tra fidanzato buono e fidanzato cattivo. Anche se poi, non è bene chiaro (perché secondo me la narrazione manca di colpi di scena e vere svolte), come accada che la battaglia tra Addie e Luc si trasformi in una malsana forma di amore, ossessivo e dipendente.

Amori malsani e storie prevedibili

Infine, d’altro lato, mi fa quasi pena il povero Henry, unica possibilità di Addie di avere una vita umana normale, a cui lei sembra affidarsi solo perché alla disperata ricerca di qualcuno che la consideri e che la ami.

Il finale, l’ho trovato odioso e scontato, ma il secondo finale, quello che si legge nelle ultime pagine, mi è invece piaciuto, e lascia aperto lo spiraglio per una nuova avventura più avvincente e dark, che mi ha fatto pensare che avrei voluto che la storia fosse tutta così.

Ma una pagina non può certo riequilibrare tutto il resto e per me questo libro resta una grande delusione, sebbene ritenga che l’opinione sia dovuta al fatto che non apprezzi il genere e perché mi aspettavo tutt’altro: qualcosa di molto più faustiano, non solo nel contenuto, ma anche nelle atmosfere.

Se amate i fantasy romance, invece, non potete proprio perdervi “La vita invisibile di Addie LaRue“, ve lo assicuro!

… che se anche la scelta delle parole può sembrare irrilevante, è stato lui a insegnarle, una volta, che le parole sono tutto. 


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